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	<title>Fra krapfen e boiate</title>
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	<description>It's fun to stay at the YMCA</description>
	<pubDate>Wed, 20 Aug 2008 12:38:47 +0000</pubDate>
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		<title>Hic sunt peones</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Apr 2008 21:12:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Neo</dc:creator>
		
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Di politica e soprattutto di antipolitica - che al di là delle stanze affrescate e dei vetri scuri sempre politica resta - si è sentito parlare fino alla noia, dalla &#8220;Casta&#8221; di Stella al blog di Grillo per esplodere in una serie di costellazioni simili e moltiplicatesi sempre di più col passare del tempo.
La stessa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<p>&nbsp;</p>
Di politica e soprattutto di antipolitica - che al di là delle stanze affrescate e dei vetri scuri sempre politica resta - si è sentito parlare fino alla noia, dalla &#8220;Casta&#8221; di Stella al blog di Grillo per esplodere in una serie di costellazioni simili e moltiplicatesi sempre di più col passare del tempo.<br />
La stessa noia che lastrica di grosse pietre tanto salde e ferme quanto scivolose il sentiero che conduce dall&#8217;una all&#8217;altra.<br />
Noia insofferente e improvvida necessità di delegare un compito; o, se si preferisce, delegare una resposabilità che non ci si vuole assumere, perché dondolarsi sul sedile del passeggero permette di godersi il paesaggio e di contestare lo stile di guida del conducente, insieme.<br />
Se è innegabile che la classe dirigente abbia assunto (e prosegue imperterrita) atteggiamenti ripugnanti e (anti-)ideali postribolari è pur vero che <strong>questa classe dirigente</strong> è espressione pura e limpida, quasi sgorgasse da un rubinetto dopo aver percorso la serpentina di un alambicco, del <strong>popolo italiano</strong>.<br />
E non si tratta di un&#8217;affermazione banale, anche se a prima vista potrebbe apparire tale.<br />
Non credo che Grillo sia uno sprovveduto: fatto sta che ritengo abbia commesso un abnorme errore di prospettiva.<br />
Mi spiego meglio.<br />
Lo stato di marcescenza, entro il quale versano molti dei corridoi tentacolari della politica italiana in quanto sistema, è frutto dello stesso male che colpisce gli italiani: la <strong>mentalità </strong>che oscura e ristagna sopra buona parte dei cieli dello Stivale.<br />
Guardatevi attorno.<br />
Per strada, sul lavoro, in qualunque ambito della vita.<br />
Non l&#8217;arguzia, non l&#8217;ingegno ma la furbizia, quella moralmente più riprovevole è il drappo da sbandierare, un vanto nazionale: pacche sulle spalle e cariatide in marmo bianchissimo che si erge e protegge il tricolore per i parcheggi in doppia fila; concorsi a premi per evitare di pagare le tasse: lo studio del commercialista è l&#8217;alcova dove si consuma il congiungimento erotico del piacere nazionale.<br />
<strong>La classe politica rispecchia solo e soltanto la cultura (nella sua accezione inferiore) dominante della nazione che la produce.</strong><br />
Questo è ciò che, a mio avviso, Grillo non vede o non vuole vedere.<br />
Gli italiani, per la maggiorparte, non vogliono nuove norme o nuove leggi, non chiedono regole diverse: semplicemente non vogliono regole.<br />
Non è un caso che alcuni studi di un&#8217;illustre università americana indichino l&#8217;Italia come la <strong>nazione dalla mentalità fra le più corruttibili </strong>a livello europeo.<br />
Siamo agli ultimi posti: i cittadini prima ancora che i politici.<br />
In Italia non vige alcuna morale eudaimonistica o, men che meno, deontologica: si fatica a rispettare una norma e quando non la si viola, ciò accade solo di fronte al rischio reale e concreto di una sanzione.<br />
Gli italiani si indignano per la mancanza di &#8220;meritocrazia&#8221; (termine e concetto peraltro ampiamente criticabili) e poi mendicano, anzitutto, una raccomandazione.<br />
La moltiplicazione, la riproduzione seriale di <strong>Berlusconi</strong> e del berlusconismo con l&#8217;alter ego <strong>Veltroni</strong> e il suo bagaglio non deve stupire, né sconvolgere: nutrono il proprio elettorato con ciò che questo elettorato (padre e al contempo figlio di essi) desidera e digerisce; la pietanza comune, a parte alcune trascurabili e ineccepibili differenze di gusto, è funzionale al compito che deve svolgere, ossia soddisfare nei toni e nei programmi le schiere di un elettorato che risulta sovrapponibile in larghissimi settori.<br />
E la somiglianza dei programmi, come per i ritratti di Borges, che racchiudono tante più differenze quanto più sono indistinguibili, verificata d&#8217;altra parte da una moltitudine di analisti - non è altro che la rete tesa alla cattura, nelle acque stagnanti di una cultura in affanno, dell&#8217;elettorato di centro: per soddisfare lo stesso appetito è ovvio ricercare l&#8217;alchimia del medesimo gusto.<br />
Ma, ribadisco, la micro-regione della classe dirigente è un condensato di quella macro-regione che è la cultura della maggioranza italiana.<br />
Una cultura comatosa, nella quale le voci delle avanguardie si sono spente; una cultura che non è più in grado di produrre una classe intellettuale che non risulti isterilita o irregimentata entro logiche di comodo.<br />
Quello che questo Paese in terapia intensiva esige non è un cambio nella nomenclatura: ciò di cui l&#8217;Italia necessita è un <strong>profondo rinnovamento culturale</strong> a tutti i livelli, una rinascita che comprenda al proprio interno anche e soprattutto un ritorno alla <strong>capacità critica</strong>; se questo Paese vuole sopravvivere, se non vuole annegare è necessario passare dai divani e dalle figure con il naso in plastica rossa e le scarpe lunghe alle avanguardie intellettuali e alla messa in crisi.<br />
E&#8217; il <strong>tessuto sociale e culturale</strong> che deve svolgere un ruolo pedagogico anche nella crescita politica, non viceversa.<br />
<strong>Berlusconi</strong> e <strong>Veltroni</strong> hanno più volte affermato durante la campagna elettorale di mettere ai primi posti la necessità di ripristinare la cultura della legalità: hanno sventolato liste nelle quali il <strong>rinnovamento</strong>, il candore e la limpidezza l&#8217;avrebbero fatta da padroni. Berlusconi e Veltroni candidano, nelle liste dei partiti da essi guidati rispettivamente <strong>Marcello Dell&#8217;Utri </strong>(PdL - numero 7 al Senato in Lombardia) e <strong>Mirello Crisafulli </strong>(PD - numero 5 al Senato in Sicilia).<br />
Berlusconi accusa ogni giorno il governo Prodi per aver approvato la legge sull&#8217;indulto; Veltroni grida ogni giorno di non voler più sentire parlare di indulto. La <strong>legge sull&#8217;indulto</strong> è stata approvata anche con i voti di Forza Italia (ora PdL) da una parte e dei Democratici di Sinistra e Margherita (ora PD) dall&#8217;altra.<br />
<strong>Berlusconi</strong> e <strong>Veltroni</strong> sostengono di voler combattere la precarietà: il governo Berlusconi ha varato la legge 30/2003 (meglio nota come legge Biagi); DS e Margherita (ora PD) sono contrari all&#8217;eliminazione della <strong>legge 30/2003</strong>.<br />
Berlusconi attacca ogni giorno le istituzioni, dalle presunte visite per l&#8217;attestazione della sanità mentale dei magistrati alle follie sulla contrattazione (simile allo scambio di figurine) per la carica al Quirinale: Berlusconi si candida per ricoprire una carica istituzionale.<br />
Veltroni si vanta di non essere mai stato comunista: Veltroni ha iniziato nel 1987 la carriera parlamentare nelle file del PCI, dopo essere stato consigliere comunale dal 1976 per lo stesso partito; Veltroni è entrato, restandoci, e ha fatto carriera in un partito del quale non ha mai condiviso gli ideali.<br />
C&#8217;è <strong>ipocrisia</strong> in tutto questo? Vi sembrano persone affidabili, responsabili? Giudicate voi.<br />
Ma la maggioranza degli <strong>italiani</strong>, nei comportamenti, nella mentalità perlopiù diffusa differisce dai due uomini più volte citati? Non sembra proprio.<br />
Quelli che invocano la pena di morte per il rumeno che ruba un&#8217;auto e che sono solidali e cercano una giustificazione per l&#8217;amico arrestato per spaccio o per la &#8220;ragazzata&#8221; del figlio che, in allegra compagnia, ha pestato il bambino down o ha violentato la compagna di scuola.<br />
Quelli che applaudono Valentino Rossi perché verserà 35 milioni di euro e che dimenticano che la sanzione notificata per evasione fiscale era di 112 milioni di euro.<br />
Quelli che&#8230;&#8221;ci vuole tolleranza zero con gli extracomunitari&#8221; e che, in caso di coda, viaggiano regolamente sulla corsia di emergenza.<br />
Quelli che idolatrano i tribunali televisivi e le &#8220;indagini&#8221; di Striscia la notizia.<br />
Quelli che urlano per la mancanza di decoro urbano e, finita la cena, scuotono la tovaglia sporca alla finestra.<br />
Quelli che&#8230;&#8221;se un vicino chiama i vigili perché ho fatto dei lavori senza la documentazione necessaria o l&#8217;approvazione condominiale&#8221;, è per dispetto o per cattiveria.<br />
Quelli che, con un corposo conto in banca,&#8230; &#8220;questo è il migliore dei mondi possibili&#8221;.<br />
Non strabuzzate gli occhi leggendo che, durante una discussione privata, avvenuta in data 27 novembre 2007, un <strong>esponente del Partito Democratico</strong> che conosce più che bene gli scranni del Parlamento per essercisi seduto centinaia e centinaia di volte, mi diceva testualmente e con evidente imbarazzo che il <strong>PD</strong> non è un partito di sinistra, né un partito di centrosinistra ma <strong>un partito di centro</strong>, sconfessando di fatto il proprio segretario.<br />
Non vi scandalizzate.<br />
Ma non aspettatevi che questa notizia (o altre dello stesso genere), per quanto possa essere potenzialmente di grande impatto, sia in grado di spostare anche un solo voto.<br />
Fanno più presa le parodie dei Village People, in una nazione nella quale il desiderio della maggioranza è quello di essere <strong>liberi dallo Stato</strong> e non <strong>liberi nello Stato</strong>, il senso del quale è stato smarrito da tempo, sempre che fosse esistito in passato.<br />
Libertà e democrazia.<br />
Curiosamente ma non troppo, sono i due concetti con cui si adornano le due principali formazioni politiche.<br />
Concetti fluidi, più che elastici, tant&#8217;è che ognuno può interpretarli a piacimento.<br />
Evito di riferirmi alle teorie dell&#8217;utile, visto che ne ho parlato <a href="http://www.neo75.com/?p=311">qui</a>, con largo anticipo rispetto alle idiozie ripetute senza sosta durante la campagna elettorale.<br />
Corrado Guzzanti, in un gustoso sketch di qualche anno fa, proponeva la propria versione della coalizione berlusconiana (a quel tempo era la &#8220;Casa delle Libertà&#8221;): durante una festa in casa fra musica e risate, un sonoro rutto spezzava l&#8217;armonia e lo slogan finale recitava:&#8221;La Casa delle Libertà - Facciamo un po&#8217; come cazzo ci pare&#8221;. Meravigliosa ed esplicativa istantanea della libertà-da.<br />
Il PD, dal canto suo, è una <strong>contraddizione in termini</strong>: è democratico nel nome ma in virtù di una non meglio precisata filosofia della governabilità anela alla presenza in Parlamento di due sole voci, in luogo di un ventaglio di espressioni; un oscuro dualismo che non prevede altri spazi di colore, anche per la visibilità durante i telegiornali e nelle trasmissioni di approfondimento, dato che è la stessa Authority, pur essendo chiaro a chiunque, a segnalare una colossale disparità di apparizioni fra i due candidati premier dei partiti numericamente più consistenti da un lato e i leader delle altre liste dall&#8217;altro.<br />
Nonostante la legge sulla par condicio.<br />
Ma questo è che ciò che la maggioranza gli italiani ha voluto e ottenuto, perché questo è ciò che la <strong>maggioranza degli italiani</strong> è.<br />
La sera, tornati a casa dopo una giornata di fatiche, potranno rilassarsi, inveire durante la giostra di notizie identiche dai diversi TG, soddisfarsi per le imprese di Striscia la notizia o restare col fiato sospeso alla ricerca del pacco che contiene i 500.000 euro, guardare salotti televisivi pseudoculturali e infine addormentarsi sereni nell&#8217;idilliaco abbraccio dello Stivale, con la consapevolezza che un governo ben saldo non smette di lavorare per essi il giorno e la notte.<br />
John Stuart Mill, nel 1859, metteva al centro del saggio &#8220;Sulla libertà&#8221; il problema della tutela dell&#8217;individuo all&#8217;interno dell&#8217;organismo statale.<br />
Nell&#8217;Italia del 2008 si pone seriamente al centro dell&#8217;attenzione il problema della tutela dello Stato dalla violenza degli organismi individuali.
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		<title>Breaking news</title>
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		<pubDate>Tue, 11 Mar 2008 14:38:50 +0000</pubDate>
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Sanremo 2008: vince Giò di Tonno. Insuperabile.
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Sanremo 2008: vince Giò di Tonno. Insuperabile.
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		<title>L&#8217;utile è idiota</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Nov 2007 16:50:03 +0000</pubDate>
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	<category>Neo logismi</category>
	<category>Paradoxa</category>
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		<description><![CDATA[	&#160;
Si diceva, utile e inutile.
Inutile, cioè non utile.
Perché fin dalla nascita t’insegnano che esistono cose utili e cose inutili.
Quelle utili servono a qualcosa, quelle inutili non servono a nulla: quindi quelle utili sono da privilegiare rispetto a quelle inutili.
Infatti, a cosa servono delle cose che non servono a nulla? Che utilità hanno delle cose inutili? [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<p>&nbsp;</p>
Si diceva, utile e inutile.<br />
Inutile, cioè non utile.<br />
Perché fin dalla nascita t’insegnano che esistono cose utili e cose inutili.<br />
Quelle utili servono a qualcosa, quelle inutili non servono a nulla: quindi quelle utili sono da privilegiare rispetto a quelle inutili.<br />
Infatti, a cosa servono delle cose che non servono a nulla? Che utilità hanno delle cose inutili? Nessuna, appunto, come si diceva.<br />
Per questo sono da evitare.<br />
Ricordi? Te l’hanno insegnato fin da bambino che non servono.<br />
E ciò che t’insegnano fin da bambino ha un senso, una ragion d’essere: ecco perché serve.<br />
Come non accettare caramelle dagli sconosciuti: questo serve a qualcosa, questo è utile.<br />
Ci siamo capiti, è semplice: ciò che è utile, serve.<br />
Se è utile, allora serve.<br />
Se non è utile, allora non serve.<br />
E’ semplice, lo esprime chiaramente anche la logica del <em>modus tollens</em>.<br />
Lo si vede, è lampante, protasi e apodosi: <em>se P, allora Q; ma non-Q, quindi non-P</em>.<br />
Funziona allo stesso modo nella divinazione mesopotamica, nella logica proposizionale della scuola stoica.<br />
E nella civiltà mesopotamica l’indovino, il <em>bârû</em>, osserva meticolosamente il mondo nei suoi elementi e interpreta i presagi per divinare responsi; il presagio annuncia l’oracolo.<br />
Il presagio <em>serve</em>.<br />
Serve a, è utile per.<br />
A cosa serve?  Per cosa è utile?<br />
Ciò che rimane oscuro è il senso del servire; perché quella dell’utile è una categoria vuota.<br />
Un contenitore che determina ciò che è bene e ciò che è male.<br />
E ciò che è utile è ovviamente bene mentre ciò che non è utile, ciò che non serve è altrettanto ovviamente male.<br />
Il nodo della questione è in questo caso quello della presunta ovvietà.<br />
Perché nessuno ha l’ardire, l’audacia o forse la temerarietà di spiegare un’ovvietà; specialmente quando ti insegnano un’ovvietà fin da bambino.<br />
Perché? Perché è così, è ovvio.<br />
Lo sai già.<br />
Te l’hanno insegnato, ricordi?<br />
Non ti daranno spiegazione. Forse perché anche chi te l’ha insegnato non possiede una risposta adeguata.<br />
Non aveva il coraggio di chiedere, a suo tempo. Oppure non riteneva utile porsi la domanda.<br />
Ma è altresì vero che l’utile divide il mondo in due parti.<br />
Da un lato i buoni, dall’altro i cattivi.<br />
Non sai perché, però è così da sempre.<br />
E da sempre è utile sapere chi sono i buoni e chi sono i cattivi: è superfluo dirlo, privo di originalità.<br />
E’ ovvio.<br />
Un circolo vizioso, corrotto e per ciò inutile, quello dell’utilità.<br />
Categoria perversa, splendida nella propria perversione, imposta eppure accettata, subita passivamente, con indolenza.<br />
Perché è così da sempre.<br />
Ti hanno detto questo, te l’hanno detto.<br />
Come l’ingiustizia, come l’ignoranza, come la prevaricazione.<br />
Non lo sai?<br />
Una categoria che divide, che distingue, che crea uno scarto.<br />
Una categoria che determina una separazione.<br />
E’ un muro intollerante che non esplica.<br />
Intollerante e intollerabile proprio come la tolleranza, l’altra categoria che divide il mondo in due e lo devasta.<br />
Perché tollerare non è com-prendere; perché essere tollerati significa essere sopportati.<br />
Ed essere sopportati, guardati dall’alto, è insopportabile.<br />
Insopportabile quanto l’utile, l’utile che non com-prende.
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		<title>Breaking news</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Nov 2007 14:56:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Neo</dc:creator>
		
	<category>Boiate</category>
	<category>Scoop</category>
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		<description><![CDATA[	&#160;
	  4 novembre, scandalo a Monza: il sindaco prega per i caduti della Repubblica Sociale.   
	L&#8217;appello di Fini: non fare di tutta l&#8217;erba un fascio.         
	&#160;
	&#160;
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			<content:encoded><![CDATA[	<p>&nbsp;</p>
	<p>  4 novembre, scandalo a Monza: il sindaco prega per i caduti della Repubblica Sociale.   </p>
	<p>L&#8217;appello di Fini: non fare di tutta l&#8217;erba un fascio.         </p>
	<p>&nbsp;</p>
	<p>&nbsp;</p>
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		<title>E la chiamavano estate</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Nov 2007 16:56:12 +0000</pubDate>
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	<category>Paradoxa</category>
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		<description><![CDATA[	&#160;
	Italia,  Paese di santi, di  navigatori e via discorrendo.
In un periodo nel quale non si &#232; sufficientemente uguali agli altri, come le bestie della fattoria di Orwell, se non si usano termini buoni per riempirsi la bocca come riforme, flessibilit&#224; e modernizzazione, risulta opportuno e quasi obbligato affiancare ai beati e agli uomini [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<p>&nbsp;</p>
	<p>Italia,  Paese di santi, di  navigatori e via discorrendo.<br />
In un periodo nel quale non si &egrave; sufficientemente uguali agli altri, come le bestie della fattoria di Orwell, se non si usano termini buoni per riempirsi la bocca come <em>riforme</em>, <em>flessibilit&agrave;</em> e <em>modernizzazione</em>, risulta opportuno e quasi obbligato affiancare ai beati e agli uomini di mare anche i raccomandati e gli sgrammaticati o, comunque, coloro i quali non conoscono la lingua materna.<br />
Sempre che le due suddette tipologie non si presentino nello stesso individuo contemporaneamente.<br />
Diciamocelo, tanti parlano, soprattutto a sproposito &ndash; come i preti quando si occupano di rapporto di coppia o Grillo di politica, della perdita di valori non meglio identificati ma dimenticano completamente la perdita delle regole della grammatica italiana, morbo diffuso trasversalmente e che non trova immuni né laureandi/laureati, né esponenti dei mezzi d&rsquo;informazione (insomma, non un parricidio come quello di Veltroni nei confronti di Prodi ma pur sempre un episodio sgradevole).<br />
Senza arrivare a oscenit&agrave; che oltraggiano il pudore quanto i livelli interpretativi degli attori di certe fiction italiane, non &egrave; semplice passare dieci minuti senza leggere o ascoltare nefandezze.<br />
Quante volte abbiamo sentito parlare, durante la scorsa estate, di &ldquo;temperature torride&rdquo;, &ldquo;di caldo torrido&rdquo;?<br />
Usi e soprattutto abusi. Abusi che, grazie anche alle stupidaggini giornalistiche, storpiano significati e concetti nelle menti di chi ascolta passivamente.<br />
Il potere funesto e perverso della televisione.<br />
Della cattiva televisione.<br />
Perché &ldquo;torrido&rdquo;, malgrado le topiche e con buona  pace di qualche linguista, designa solo per estensione il caldo eccessivo, le temperature particolarmente elevate.<br />
Torrido non &egrave; superlativo assoluto di caldo: il caldo torrido &egrave; il caldo secco. Insomma, torrido &egrave; un  tipo di caldo, l&rsquo;opposto di afoso e, considerandone i tassi di umidit&agrave; relativa tutt&rsquo;altro che contenuti, appare quantomeno azzardato o curioso definire il passato trimestre estivo come torrido.<br />
E di &ldquo;perplimere&rdquo;,  che dire? Non pi&ugrave; di un mese fa, un giornalista televisivo, affermava con tono serio, solenne e per nulla ironico di &ldquo;perplimersi&rdquo;, intendendo con ci&ograve; di essere perplesso, nella piena convinzione di aver utilizzato un&rsquo;espressione forbita.<br />
Tuttavia le convinzioni prive di fondamento spesso non hanno ragion d&rsquo;essere.<br />
Infatti, perplimere &egrave; un verbo che non esiste nella lingua italiana, visto che si tratta, semmai, di un gioco letterario frutto della geniale comicit&agrave; di Guzzanti (intendo Corrado, visto che in Paolo non mi sembra di ravvisare del genio).<br />
Con queste premesse sarebbe lecito e forse necessario domandarsi quali siano i requisiti richiesti per divenire o, più correttamente, potersi fregiare della qualifica di giornalista (raccomandazioni a parte).<br />
Dato per&ograve; che il peggio, diversamente dalla pazienza, non ha mai fine (e i lavoratori a progetto se ne sono accorti una volta di pi&ugrave; dopo la presentazione del recente  protocollo sul welfare), &egrave; quasi pedagogico, educativo conservare alcune gemme come quella di un cronista delle reti nazionali che, in maniera zelante, ha ripetutamente etichettato, nell&rsquo;arco di un&rsquo;intera partita di calcio, come &ldquo;malese&rdquo; un giocatore nato in Mali.<br />
Dopo l&rsquo;accettazione di &ldquo;tantissimo&rdquo;, &ldquo;attimino&rdquo; e compagnia, non se ne sentiva davvero il bisogno.<br />
Ma, forse, anche questa &egrave; solo una leggenda metropolitana, uno scherzo come quello che vuole che tra i saggi  riuniti a Lorenzago di Cadore per riscrivere la seconda parte della Costituzione ci fosse anche Calderoli.</p>
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		<title>La solita, penetrante domanda</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Aug 2007 23:55:46 +0000</pubDate>
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	<category>Neo logismi</category>
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		<description><![CDATA[	Avete avvertito maggiormente la mia mancanza o quella di José Luis Moreno e Rockfeller?

]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<p>Avete avvertito maggiormente la mia mancanza o quella di José Luis Moreno e Rockfeller?
</p>
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		<title>Lavoro, disastro Italia</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Jan 2007 00:13:48 +0000</pubDate>
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	<category>Neo logismi</category>
	<category>Paradoxa</category>
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		<description><![CDATA[	&#160;
	Ho ricevuto e deciso di pubblicare la lettera che segue poco pi&#249; in basso, da parte di una lavoratrice di Wind.
	 Emblema di una porcata, l&#8217;ennesima porcata italiana che si commenta da sé, la legge 30 del 2003. Si commenta da sé come quell&#8217;oltraggio al comune senso del pudore al quale risulta legata, il cosiddetto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<p>&nbsp;</p>
	<p>Ho ricevuto e deciso di pubblicare la lettera che segue poco pi&ugrave; in basso, da parte di una lavoratrice di Wind.</p>
	<p> Emblema di una porcata, l&#8217;ennesima porcata italiana che si commenta da sé, la <em>legge 30</em> del 2003.<br /> Si commenta da sé come quell&#8217;oltraggio al comune senso del pudore al quale risulta legata, il cosiddetto <em>pacchetto Treu</em>.<br /> Per fare chiarezza: in teoria dovrebbero aumentare la flessibilit&agrave; nel mercato del lavoro; effetti reali: favoriscono il precariato, l&#8217;instabilit&agrave; e l&#8217;insicurezza sociale; contribuiscono allo sfaldamento e alla distruzione del sistema previdenziale. </p>
	<p>&nbsp;<br /> <em>Treu, Tiziano</em>: Ministro del Lavoro e della Previdenza sociale durante il primo governo Prodi; il pacchetto che porta il suo nome, riguardante la riforma del mercato del lavoro (lavoro interinale, contratti a termine, ecc), &egrave; varato il 21 marzo 1997.</p>
	<p><em>Legge 30/2003</em>: altrimenti nota come legge Biagi, amplifica gli effetti funesti della precedente riforma del mercato del lavoro; varata dal secondo governo Berlusconi e snobbata dai Paesi Europei (nessuno la prende a modello), cancella diritti e tutele presenti nello Statuto dei Lavoratori e impedisce alla magistratura l&#8217;intervento nelle questioni contrattuali.<br /> Parte dell&#8217;attuale maggioranza di Governo (Udeur, Radicali/Socialisti, Margherita/DL, maggioranza DS, Italia dei Valori) che non prendeva posizione o la criticava durante la precedente legislatura, &egrave; ora contraria a una sua cancellazione.</p>
	<p> C&#8217;&egrave; ancora chi non prova imbarazzo o vergogna nel definirlo <em>Governo di centro-sinistra</em>; l&#8217;inverecondia &egrave; oltrepassata descrivendo la maggioranza <em>ostaggio della sinistra radicale o antagonista</em>.&nbsp;</p>
	<p>&nbsp;</p>
	<p>&nbsp;</p>
	<p><em>Ciao,<br /> ti volevo solo raccontare quello che sta succedendo al call center Wind di Sesto visto che tu [&#8230;] puoi aiutarmi a diffondere un po&#8217; le informazioni.<br /> In sostanza, venerd&igrave; scorso dalla mattina alla sera il caro Sawiris </em>(magnate egiziano delle telecomunicazioni, proprietario di Wind - ndr)<em> in riunione a Roma con le rappresentanze sindacali ha deciso (in seguito all&#8217;uscita del 20% di Enel) di cedere il sito di Sesto S.Giovanni facendo riferimento alla legge 30 del 2003.<br />  La cosa anomala &egrave; la totale assenza di  comunicazione con i sindacati.<br /> La societ&agrave; che dovrebbe acquistarci &egrave; Omnia service che nel 2006 ha acquisito a sua volta Acroservizi, la quale gi&agrave; prestava lavoratori precari a Wind.<br />  Il problema per noi &egrave; la totale assenza di  garanzie circa il mantenimento delle condizioni contrattuali.<br /> Il paradosso sta nel fatto che non si puo&#8217; trattare di vera e propria cessione di ramo in quanto la nostra stessa attivit&agrave; la svolgono a Roma e Napoli e che l&#8217;azienda dichiara comunque un bilancio pi&ugrave; che positivo.<br />  Ora siamo in fase di agitazione  in attesa che l&#8217;azienda comunichi per iscritto le decisioni prese a sindacato e  istituzioni.<br />  E&#8217; stato aperto un blog <a href="http://noesternalizzazionewind.blogspot.com/">http://noesternalizzazionewind.blogspot.com/</a><br />  Per  il momento ti mando un caloroso abbraccio in attesa di nuove comunicazioni.<br />  A  presto,<br /> </em> </p>
	<p><em>*****</em><br /> &nbsp;</p>
	<p>&nbsp;</p>
	<p>Invito calorosamente tutti i lettori di <u>Fra krapfen e boiate</u> a manifestare la propria solidariet&agrave; ai lavoratori coinvolti in questa drammatica vicenda e a diffondere queste informazioni e il link inviatomi.</p>
	<p>&nbsp;</p>
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		<title>Le massime di Fra krapfen e boiate</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Jan 2007 13:41:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Neo</dc:creator>
		
	<category>Massime</category>
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		<description><![CDATA[	Strage di Erba, vite in fumo. 

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			<content:encoded><![CDATA[	<p>Strage di Erba, vite in fumo.<br /> 
</p>
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		<title>&#8220;Non fate come me&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Jan 2007 17:41:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Neo</dc:creator>
		
	<category>Boiate</category>
	<category>Scoop</category>
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		<description><![CDATA[	 
	&#160;
	Ha perfettamente ragione.
	Non fate come lui.
	Tutti possono sbagliare, l&#8217;importante &#232; ritrovare la strada maestra.&#160;
	La domanda spontanea, per&#242;, si affaccia con clamore: come &#232; stato possibile compiere una simile svista?&#160;
	Credo di trovarmi, per una volta nella vita, totalmente d&#8217;accordo con Lapo Elkann: gettare 1000&#8364; per un paio di occhiali, oltretutto serie Officina, modello Saldatura ad [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<p><img border="0" src="http://img329.imageshack.us/img329/5258/lapocchialimy4.jpg" /> </p>
	<p>&nbsp;</p>
	<p>Ha perfettamente ragione.</p>
	<p>Non fate come lui.</p>
	<p>Tutti possono sbagliare, l&#8217;importante &egrave; ritrovare la strada maestra.&nbsp;</p>
	<p>La domanda spontanea, per&ograve;, si affaccia con clamore: come &egrave; stato possibile compiere una simile svista?&nbsp;</p>
	<p>Credo di trovarmi, per una volta nella vita, totalmente d&#8217;accordo con Lapo Elkann: gettare 1000&euro; per un paio di occhiali, oltretutto serie <em>Officina,</em> modello <em>Saldatura ad elettrodo, </em>ed. limitata <em>Primo turno a Mirafiori</em>, &egrave; un errore che nessuno dovrebbe commettere, perlomeno finché resta nel pieno possesso delle proprie facolt&agrave;.</p>
	<p>Pena, l&#8217;ascolto della Traviata cantata da Anna Moroni.&nbsp;</p>
	<p>&nbsp;</p>
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		<title>Neo on Skype with diamonds</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Jan 2007 16:05:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Neo</dc:creator>
		
	<category>Neo logismi</category>
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		<description><![CDATA[	Sei una/un utente Skype?
	 Anche noi di Fra krapfen e boiate ci siamo adoperati per non rimanere esclusi - insomma, non restiamo tutto il giorno a pettinare le bambole (gonfiabili) - dal gran calderone delle nuove tecnologie, a maggior ragione quando queste permettono di risparmiare dei soldi. Il dna brianzolo viene sempre a galla, altro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<p>Sei una/un utente Skype?</p>
	<p> Anche noi di <a target="_blank" href="http://www.neo75.com/">Fra krapfen e boiate</a> ci siamo adoperati per non rimanere esclusi - insomma, non restiamo tutto il giorno a pettinare le bambole (gonfiabili) - dal gran calderone delle nuove tecnologie, a maggior ragione quando queste permettono di risparmiare dei soldi.<br /> Il dna brianzolo viene sempre a galla, altro che i genovesi.&nbsp;</p>
	<p>Quindi, grazie alle splendide cuffie con microfono annesso che fanno tanto operatore-di-call-center-con-stipendio-da-fame (nella beneaugurante ipotesi che la retribuzione venga effettivamente percepita&#8230;) la meravigliosa voce dell&#8217;autore &egrave; finalmente disponibile anche per voi amatissimi lettori.</p>
	<p>Nel caso in cui vogliate usufruire di questa possibilit&agrave;, cliccate sul pulsante in alto a destra con la dicitura &quot;Email&quot; e comunicatemi il vostro indirizzo Skype per posta elettronica. </p>
	<p>A rileggerci e ovviamente, per non uscire dal seminato, a risentirci presto.&nbsp;</p>
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